Il popolo del centrosinistra non ha ancora assorbito la “botta” della sfiducia mancata a Berlusconi che dal segretario del Pd arriva un’altra brutta notizia.
Confermando l’assenza totale di una vera bussola programmatica e strategica i democratici adesso sono pronti a buttare l’esperienza “straordinaria” delle Primarie per abbracciare un fantomatico “terzo polo” che, appena nato, non ha un nome: visto che quello che ha non ha convito tutti gli aderenti. Non ha un leader: anzi la sensazione è che su questo punto sarà difficile coniugare le ambizioni di Fini e Casini e infine ha un solo obiettivo: fare guerra a Berlusconi in barba a programmi, obiettivi strategici e ad alleanze.
Dunque sempre la solita solfa che in questi anni non ha fatto breccia sui sentimenti di questo paese.
Che le primarie non piacessero più ai vertici del Pd, colpiti dall’ansia di “ Vendolizzazione”, lo sapevamo ma sconfessare per un’alleanza precaria l’unico strumento che fino ad ora è riuscito ad animare un elettorato di sinistra (e non solo) in crisi d’identità è davvero un peccato “mortale”.